Gli edifici sono i principali responsabili del consumo energetico in Europa. L’energia impiegata nel settore residenziale e terziario, composto per la maggior parte da edifici, rappresenta oltre il 40 % del consumo finale di energia della Comunità, nettamente superiore al consumo dell’industria (28%) e dei trasporti (32%). Essendo questo un settore in espansione, i consumi di energia e quindi le emissioni di CO2 ad esso correlate sono destinati ad aumentare.

Il consumo medio per la climatizzazione di un’abitazione in Italia si aggira attorno ai 150-200kWh/mq anno, con una ripercussione di circa 86000 milioni di tonnellate di CO2 all’anno [Fonte: EURIMA, European Insulation Manifacturers Association].
Per il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, l’Italia entro il 2012 dovrà ridurre dell’ 8% le emissioni di gas serra rispetto all’anno di riferimento (Gas diversi hanno “anni di riferimento” diversi ai sensi del protocollo di Kyoto. Il 1990 è l’anno di riferimento utilizzato per calcolare i livelli di anidride carbonica, metano e protossido di azoto (99% di tutte le emissioni) per tutti gli Stati membri dell’UE a 15. Per i gas fluorurati, i paesi possono invece scegliere un altro anno. Dodici Stati membri dell’UE a 15 hanno scelto il 1995.)
L’aumento del rendimento energetico occupa senz’altro un posto di rilievo nel complesso delle misure e degli interventi necessari per conformarsi al protocollo di Kyoto.
In questo quadro, il Parlamento Europeo ha adottato la Direttiva 2002/91/CE del 16 dicembre 2002 (EPBD Energy Performance of Buildings Directive) sul Rendimento Energetico nell’edilizia contribuendo così al conseguimento degli obiettivi connessi ai cambiamenti climatici e alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico. L’obiettivo della DIRETTIVA 2002/91/CE è, infatti, promuovere il miglioramento del rendimento energetico degli edifici nella Comunità Europea, tenendo conto sia delle diverse condizioni climatiche, sia dell’efficacia sotto il profilo dei costi.
Le disposizioni principali della direttiva riguardano:
- Comune metodologia per il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici;
- l’applicazione di requisiti minimi in materia di rendimento energetico degli edifici di nuova costruzione;
- l’applicazione di requisiti minimi in materia di rendimento energetico degli edifici esistenti di grande metratura sottoposti a importanti ristrutturazioni;
- la certificazione energetica degli edifici;
- l’ispezione periodica delle caldaie e dei sistemi di condizionamento d’aria negli edifìci.
La Direttiva è stata recepita a livello nazionale con il D.Lgs 192/05 ed il successivo D.Lgs 311/06. Il D.P.R. 59/09 rappresenta il primo dei tre decreti attuativi del D.Lgs 192/05. Esso definisce i criteri generali, le metodologie di calcolo ed i requisiti minimi per la prestazione energetica degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva.
Il DM del 26 giugno 2009 “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”, GU n.158, definisce le procedure applicative della certificazione energetica degli edifici, in attuazione dell’articolo 6, comma 9 e dell’articolo 5, comma 1 del Decreto Legislativo 192/2005.
Và sottolineato, infine, che i Dlgs 192/2005 e 311/2006, e le relative disposizioni attuative, sono applicabili solo alle Regioni ancora sprovviste di proprie norme, per effetto della clausola di cedevolezza che prevede che le norme statali siano sostituite dalle norme regionali, ove adottate.




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giugno 9, 2010 a 2:47 pm
EU: Edifici ad impatto zero entro il 2020 « Sustainable Engineering
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settembre 27, 2010 a 1:02 pm
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novembre 11, 2010 a 1:54 pm
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